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F.A.Q. Prestazioni d'opera Compensi per attività sportiva dilettantistica

Chi sono i soggetti ai quali è possibile corrispondere i compensi per esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche?vedi/nascondi

L'ambito applicativo della locuzione «esercizio diretto d’attività sportiva dilettantistica» è stato chiarito prima con la risoluzione ministeriale numero 34 del 26 marzo 2001 e successivamente esteso attraverso l’interpretazione autentica della locuzione contenuta nell’art. 67, comma 1, lett. m) TUIR fornita dal legislatore attraverso l’art. 35, comma 5 della legge 14/2009. Sono da considerare in primo luogo corrisposti nell'esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica, i compensi erogati agli atleti dilettanti, agli allenatori, ai giudici di gara, ai commissari speciali che durante le gare o manifestazioni, aventi natura dilettantistica, devono visionare o giudicare l'operato degli arbitri. La previsione in esame è riferita a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione, compresi coloro che, nell'ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell'associazione di norma presenziano all'evento sportivo. Possono dunque essere aggiunti all'elenco sopra riportato anche quei soggetti che svolgono incarichi di dirigenti accompagnatori o di dirigenti addetti agli arbitri per i sodalizi sportivi dilettantistici impegnati in manifestazioni agonistiche ufficiali nonché quei dirigenti di Federazione o di Ente di promozione sportiva i quali sono preposti a quelle funzioni (formazione calendari, designazione arbitrale, omologazione gare, giustizia sportiva, cronometraggio) senza le quali diventa impossibile realizzare l'avvenimento sportivo. La risoluzione citata, dopo aver ricompreso i soggetti che svolgono attività «funzionali alla manifestazione», riconduce alla disciplina di cui all'art. 67 lett. m) del Tuir anche i compensi corrisposti «a quei soggetti che, nella qualità di dirigenti dell'associazione, di solito presenziano direttamente a ciascuna manifestazione, consentendone, di fatto il regolare svolgimento». E' stato infatti specificato che si deve trattare di «figure dirigenziali non legate con l'ente erogante da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, che svolgono funzioni non retribuite in base a norme organizzative interne ma indispensabili alla realizzazione della manifestazione sportiva dilettantistica, nel senso che le stesse, come già precisato, concorrono a garantire la concreta realizzazione di ciascun evento sportivo». A questo elenco di soggetti si aggiungono certamente, in ragione del chiarimento normativo di cui all’art. 35 cit. gli istruttori, i preparatori atletici e tutte quelle figure che partecipano alla preparazione, alla didattica e all’assistenza all’esercizio di attività sportiva dilettantistica. Afferma infatti la norma interpretativa che : “Nelle parole "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" contenute nell'articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l'assistenza all'attività sportiva dilettantistica”. Per tutte le categorie e le funzioni sopra ricordate l'applicazione delle disposizioni agevolative si ha, comunque, sussistendone tutti i presupposti normativi di cui all’art. 67, comma 1. lett. m) TUIR. Non sembra possano essere ricondotti alla fattispecie in argomento quei soggetti (manutentori e allestitori di impianti sportivi, maschere, responsabili delle attrezzature sportive, ecc.) che non svolgono in alcun modo esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica.

Ci sono altri soggetti, oltre agli atleti e ai tecnici, che possono ricevere compensi per attività sportiva dilettantistica agevolati sotto il profilo fiscale?vedi/nascondi

L’articolo 90, comma 3, lettera a) della legge 289/02 ha aggiunto all’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR il seguente periodo: “tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche”. La norma riconduce fra i redditi diversi e nel regime fiscale agevolato particolari rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che abbiano queste caratteristiche:

 siano di carattere amministrativo-gestionale;

 abbiano natura non professionale;

 siano resi a società o associazioni sportive dilettantistiche.

Quali rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, queste prestazioni si caratterizzano per la continuità nel tempo, la coordinazione, l’inserimento del collaboratore nell’organizzazione economica del committente e l’assenza del vincolo di subordinazione. Per quanto riguarda la natura non professionale del rapporto bisogna valutare se per lo svolgimento dell’attività di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. Sono, pertanto, escluse le prestazioni rientranti nell’oggetto dell’arte o della professione. Il carattere amministrativo-gestionale delle collaborazioni limita la previsione alla collaborazione nell’attività amministrativa e di gestione dell’ente. Secondo l'Agenzia delle Entrate (circ. n. 21/E del 22 aprile 2003), rientrano nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale, i compiti tipici di “segreteria di un’associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti”.

I rapporti instaurati con collaboratori amministrativo-gestionali sono soggetti all’obbligo di comunicazione presso il Centro per l’Impiego?vedi/nascondi

I commi 1180 e ss. dell’unico articolo che compone la Legge Finanziaria 2007 prevedono la comunicazione al Centro per l’impiego (ex Ufficio di collocamento) nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro entro il giorno antecedente a quello di instaurazione del relativi rapporti “di lavoro subordinato e di lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, di socio lavoratore di cooperativa e di associato in partecipazione con apporto lavorativo”. Con successiva nota del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale si è chiarito che devono ritenersi incluse nell’obbligo di comunicazione sopra richiamato anche “le collaborazioni individuate e disciplinate dall’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289”. Non vi è dubbio, pertanto, che i rapporti di lavoro a carattere amministrativo-gestionale menzionati nel quesito rientrino nel campo di applicazione della fattispecie in esame e si debba, pertanto, procedere alla comunicazione al Centro per l’impiego dell’instaurazione di tali rapporti entro il giorno antecedente all’instaurazione del rapporto.
La comunicazione dovrà riportare la seguenti indicazioni: i dati anagrafici del lavoratore, la data di assunzione, la data di cessazione, la tipologia contrattuale, la qualifica professionale, il trattamento economico e normativo. 

Cosa si deve fare nel caso si eroghino compensi per prestazioni sportive dilettantistiche?vedi/nascondi

Le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi ed i compensi erogati «nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche» dal CONI, dall’UNIRE, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto non concorrono a formare il reddito imponibile del percipiente fino a 7.500 euro per periodo d’imposta. Per la parte eccedente, le stesse saranno assoggettate a ritenuta che sarà:
 a titolo di imposta, fino a 20.658,28 euro (che, sommati alle somme «in franchigia» danno un reddito complessivo di 28.158,28 euro);
 a titolo di acconto per la parte eccedente.
L'esclusione alla formazione del reddito delle somme fino a 7.500 euro va considerata «per periodo d’imposta» del percipiente: così, ad esempio, un’associazione sportiva dilettantistica con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare (ad esempio, 1° settembre - 31 agosto) può attribuire ad un giocatore 7.500 euro in dicembre e altrettanti in gennaio senza che questi concorrano a formare il suo reddito imponibile.
Non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio del comune.
La ritenuta da applicare sulle somme eccedenti i 7.500 euro va divisa tra la parte Irpef (l’aliquota è quella prevista per il primo scaglione di reddito e, cioè, il 23%) e quella relativa alle addizionali di compartecipazione all’Irpef (regionale e comunale a seconda della residenza del percipiente).
La ritenuta va versata all'Erario entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui i compensi sono erogati, utilizzando la delega unificata di pagamento, mod. F24. Per consentire a coloro che pagano i compensi di adempiere correttamente agli obblighi fiscali (in pratica, per stabilire se applicare o meno la ritenuta), lo sportivo deve rilasciare un’apposita ricevuta/attestazione all’atto di ogni pagamento. Nel documento dovrà essere indicato se lo sportivo ha raggiunto o meno il limite annuo di 7.500 euro di «franchigia». Il Ministero delle Finanze ha indicato che, nel caso in cui il percipiente preveda di ricevere compensi da una sola associazione sportiva dilettantistica, può sottoscrivere un’unica “autocertificazione preliminare”, salvo tempestive rettifiche di aggiornamento. 
Ove il percettore non abbia altri redditi, l’obbligo di presentare la dichiarazione scatta solo ove i compensi eccedano i limite di € 28.158,28.
L’associazione deve, invece rilasciare al percettore, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, la Certificazione Unica (da inviare telematicamente entro il 7 marzo) che riepiloghi tutte le somme erogate, anche quelle non soggette a ritenuta ( fino ad €7.500,00) e sarà comunque tenuta a compilare la dichiarazione dei sostituti di imposta (modello 770), indicando per ciascun percettore l’ammontare di tutte le somme erogate con l’indicazione di quelle assoggettate a ritenuta e di quelle non assoggettate (dunque anche se inferiori ad € 7.500,00). Analogo trattamento a quello previsto per le indennità ed i rimborsi agli sportivi deve essere riconosciuto a coloro che intrattengono "rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche".

Può essere considerato fiscalmente a carico un figlio possessore di soli redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche di importo pari a € 5000?vedi/nascondi

Constatato che “le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dall'Unire, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegue finalità dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto non concorrono a formare il reddito di chi li percepisce per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a 7.500 euro”, per quanto attiene alla posizione di familiare a carico, anche se il reddito percepito è superiore al limite di 2.840,51 euro, il familiare può essere considerato fiscalmente a carico in considerazione del fatto che il reddito percepito, nel caso in specie, è esente da qualsiasi contribuzione.

Qual è la dichiarazione obbligatoria per i sostituti d'imposta?vedi/nascondi

I soggetti che, nel corso dell’anno, hanno corrisposto redditi di lavoro dipendente e assimilati, comprese le collaborazioni coordinate e continuative, indennità di fine rapporto, redditi di lavoro autonomo o compensi per prestazioni sportive dilettantistiche devono compilare il mod. 770, contenente i dati relativi alle certificazioni rilasciate, anche ai fini previdenziali ed assistenziali, ai percettori dei predetti redditi. La dichiarazione deve inoltre riportare i dati relativi ai versamenti effettuati e delle compensazioni operate. Per coloro che hanno ricevuto compensi per attività sportive dilettantistiche, l'obbligo di predisporre la dichiarazione del sostituto d'imposta sussiste sempre, anche qualora non siano state effettuate e versate ritenute.
È stato, inoltre, approvato da parte dell’Agenzia delle Entrate il nuovo modello di Certificazione Unica (CU) dei compensi assoggettati a ritenuta alla fonte che, secondo quanto previsto dall’art. 2 del D. Lgs. N. 175/2014 (cosiddetto decreto “semplificazioni”), a partire dal 2015 i sostituti d’imposta sono tenuti a consegnare ai percipienti e a trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo riguarda coloro che nell’anno precedente hanno corrisposto somme e valori soggetti a ritenuta alla fonte (redditi di lavoro dipendente e assimilato, redditi di lavoro autonomo, provvigioni, compensi occasionali ecc.) ma anche coloro che hanno corrisposto contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS e/o premi assicurativi dovuti all’INAIL. Sono altresì tenuti all’adempimento coloro che hanno corrisposto somme e valori che non hanno scontato la ritenuta fiscale perché al di sotto del limite di “franchigia” previsto dalla legge, come ad esempio, le somme corrisposte per attività sportiva dilettantistica al di sotto del limite di € 7.500,00.

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