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F.A.Q. Prestazioni d'opera Compensi amministratori

Si chiede se sia legittimo riconoscere compensi agli amministratori di associazioni sportive dilettantistiche ed in quale misuravedi/nascondi

Per prima cosa va avvertito che non è individuabile nella legge alcun impedimento in tal senso, vista la modifica apportata all’articolo 90 della legge 289/2002 dal decreto legge 22 marzo del 2004 n. 72, il quale ha eliminato l’obbligo di gratuità precedentemente previsto per le suddette cariche. L’eventuale gratuità della prestazione,infatti, se non prevista nello statuto, dovrà emergere da una delibera assembleare o del consiglio di amministrazione con successiva espressa accettazione dell’amministratore interessato. Si ricorda, altresì, che rimane comunque valida la prescrizione secondo cui tali compensi devono essere “congrui” rispetto all’attività svolta in favore dell’associazione o società sportiva. A tal proposito va avvertito che i compensi di cui sopra potranno essere corrisposti in misura non superiore al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e integrazioni, per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni. Il superamento di detto limite, infatti, concretizzerebbe una forma di distribuzione indiretta di utili, vietata ai sensi del citato articolo 90 L. 289/2002. Chiarito quanto sopra, è appena il caso di ricordare che fattispecie del tutto diversa dalla corresponsione di compensi è il riconoscimento del rimborso delle spese sostenute in nome e per conto dell'associazione. Tali somme potranno essere corrisposte dall'associazione solo nel caso in cui le spese siano documentate, siano relative a prestazioni inerenti all’incarico ricoperto in seno all'associazione e siano effettuate in conformità di deliberazioni assunte in materia dai competenti organi sociali.

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