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FAQ Ordinamento sportivo Agevolazioni Fiscali

Quali sono le agevolazioni fiscali legate alle prestazioni rese dall'associazione ai propri soci dietro corrispettivo?vedi/nascondi

Le norme fiscali, sia per quanto riguarda le imposte sui redditi che l'Iva, prevedono che non costituiscono attività commerciali e pertanto non sono soggette a tassazione le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, nei confronti dei propri associati, dei tesserati al medesimo ente a carattere nazionale al quale è affiliata l’associazione o la società sportiva, nei confronti delle altre associazioni o società sportive dilettantistiche affiliate al medesimo ente a carattere nazionale di riferimento per l’associazione che eroga il servizio. Oltre a ciò è considerata attività non commerciale anche la cessione anche a terzi di pubblicazioni dell’associazione cedute prevalentemente i propri associati ma rimangono sempre di natura commerciale e dunque da assoggettare a tassazione i proventi derivanti dalla cessione anche a propri associati di beni nuovi prodotti per la vendita.
Oltre a ciò, per le associazioni che confluiscono negli enti di promozione sociale le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno, non costituiscono attività commerciali «anche se effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale, da bar ed esercizi similari e l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici». Questa agevolazione compete a condizione che le predette attività siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali ed effettuate nei confronti degli associati e, per quanto riguarda l'Iva, non si estende all'organizzazione di viaggi e soggiorni (attività che rimane quindi sempre commerciale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto).
Queste agevolazioni si applicano però solo a condizione che l'associazione sportiva dilettantistica abbia adeguato il proprio statuto alle clausole di democraticità previste espressamente dalle disposizioni fiscali e ulteriori rispetto a quelle disposte dall’art. 90 L.289/02.

Chi può esercitare l'opzione per il regime della legge numero 398/1991?vedi/nascondi

Possono accedere al regime speciale della legge numero 398 del 1991 le associazioni e le società di capitali sportive dilettantistiche che, nel periodo d’imposta precedente, hanno conseguito proventi dall’esercizio di attività commerciali per un importo non superiore a 250.000 euro. Per i soggetti che iniziano l’attività (per i quali non sussiste il raffronto con il periodo d’imposta precedente) questo valore rappresenta un limite previsionale (si può quindi applicare il regime se, in sede di inizio attività, si ritiene di non superare il limite di 250.000 euro di ricavi).
Non entrano nel computo del limite sopra indicato i proventi realizzati dalle associazioni nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali e quelli conseguiti per il tramite della raccolta pubblica di fondi.
Per accedere al regime speciale disciplinato dalla legge numero 398 del 1991 è necessario presentare l’opzione alla Siae prima dell'inizio dell'anno solare per il quale ha effetto l'opzione stessa. L'opzione per il regime speciale vale fino a revoca e comunque per cinque anni, a meno che non venga superato il limite di 250.000 euro all'anno di ricavi.

Quali adempimenti contabili comporta questo regime?vedi/nascondi

I soggetti che applicano il regime di cui alla legge numero 398 del 1991 devono:

 emettere fattura esclusivamente per le prestazioni di sponsorizzazione, per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica e per le prestazioni pubblicitarie (per le altre prestazioni non c'è obbligo di fattura);

 conservare e numerare progressivamente le fatture di acquisto;

 annotare i corrispettivi e qualsiasi provento conseguito nell'esercizio di attività commerciale, anche in un’unica soluzione, una volta al mese, e comunque entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento (ad esempio, entro il 15 febbraio per i corrispettivi di gennaio) nel modello di cui al Decreto ministeriale 11 febbraio 1997 (cosiddetto “registro IVA minori”), opportunamente integrato (il modello deve essere messo in uso per anno solare);

 annotare distintamente nel predetto modello i proventi che non costituiscono reddito imponibile nonché le operazioni intracomunitarie e le plusvalenze patrimoniali;

 conservare copia della documentazione relativa ai propri incassi e pagamenti;

 versare trimestralmente l'Iva;

 presentare la dichiarazione ai soli fini delle imposte sui redditi e dell'Irap.

Quali sono le regole di determinazione dell'imponibile fiscale relativo all'attività commerciale per chi ha optato per la legge 398/1991?vedi/nascondi

Per chi ha esercitato l'opzione, l'imponibile relativo all'attività d'impresa si calcola applicando ai ricavi commerciali la percentuale del 3% (in pratica, si presume che i costi commerciali siano il 97% dei ricavi) ed aggiungendo le plusvalenze patrimoniali. Ad esempio, se i ricavi sono 100, l'imponibile sarà pari a 3 (3% di 100) più le eventuali plusvalenze.
Ai fini invece della determinazione dell’imposta sul valore aggiunto da versare questo regime fiscale agevolato consente di determinare forfettariamente la detrazione dell’imposta riconosciuta secondo la seguente differenziazione :

  • 50% per proventi commerciali (comprese anche le prestazioni pubblicitarie e da sponsorizzazione, queste ultime a fare data dal 13 dicembre 2014 sono state equiparate in termini di detrazione dell’imposta forfettariamente riconosciuta a quelle pubblicitarie ad opera del D.Lgs. 175/2014;

  • 33% (1/3) per operazioni di cessione o concessione di diritti di ripresa televisiva o trasmissione radiofonica

Si ricorda, inoltre, che ai soggetti che hanno esercitato l'opzione per il regime forfettario sono riconosciute ulteriori agevolazioni. In particolare, per le associazioni e società sportive dilettantistiche, comprese quelle non riconosciute dal CONI o dalle Federazioni sportive nazionali purché riconosciute da enti di promozione sportiva, che si avvalgono dell’opzione di cui alla legge numero 398 del 1991, non concorrono a formare il reddito imponibile, per un numero di eventi complessivamente non superiore a due per anno e per un importo non superiore a 51.645,69 euro:
a) i proventi realizzati dalle associazioni nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;
b) i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi.
L’agevolazione da ultimo ricordata riguarda solo le imposte sui redditi e non anche l’Iva.
Per quanto riguarda le attività comprese nell’agevolazione, si deve trattare di proventi derivanti da attività commerciali strutturalmente funzionali alla manifestazione sportiva e rese in concomitanza con lo svolgimento della medesima: si può quindi fare riferimento alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di vendita di materiali sportivi o gadget pubblicitari e a quella di sponsorizzazione.
Le raccolte pubbliche di fondi sono possibili nel limite di due eventi all'anno e di 51.645,69 euro di proventi. Al di sopra di questi limiti le entrate sono imponibili.

Come si calcola il reddito imponibile delle associazioni sportive dilettantistiche? E quale è l'incidenza dell'imposta sul reddito?vedi/nascondi

L'imponibile fiscale complessivo delle associazioni sportive dilettantistiche è dato dalla somma degli eventuali redditi, considerati fiscalmente rilevanti, prodotti dall'ente nel periodo d'imposta. Sono considerati fiscalmente rilevanti i seguenti: redditi d'impresa, redditi fondiari - di terreni o fabbricati -, redditi di capitale e redditi diversi. Se nel periodo d'imposta il sodalizio non ha prodotto alcuno di questi redditi non ci sono imposte da pagare (non c'è imponibile fiscale). L'imposta sul reddito si applica sul totale dei diversi redditi prodotti nel periodo d'imposta. L'imposta è proporzionale: l'aliquota dell'imposta (che si definisce Ires) è il 27,5%.

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