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F.A.Q. Gestione società Svolgimento della vita associativa nelle associazioni

Quali sono gli organi di una associazione sportiva dilettantistica?vedi/nascondi

Si possono individuare almeno tre principali soggetti che svolgono una funzione di “governo” dell’ente collettivo:

 l'assemblea (organo deliberante per eccellenza), formata dall'intera collettività degli associati che delibera per tutte le materie rientranti nella sua competenza a norma di statuto;

 il consiglio direttivo, organo esecutivo e rappresentativo dell'ente, in quanto è proprio in virtù dell'operato dei propri componenti che vengono eseguite le deliberazioni assembleari, ed è proprio attraverso gli amministratori, che l'associazione agisce e stabilisce rapporti coi terzi;

 il legale rappresentante, cioè colui al quale, in virtù delle disposizioni statutarie, è affidata la direzione del sodalizio.

Come si diventa associato di una associazione sportiva dilettantistica?vedi/nascondi

L'acquisto della qualità di associato può essere simultaneo alla costituzione dell'associazione (così avviene per i fondatori) e può, altresì, essere successivo ad essa. L'adesione successiva ha, giuridicamente, la medesima natura della partecipazione originaria: entrambe si perfezionano nel momento dell'incontro della dichiarazione di volontà dell'aderente e di quella dell'associazione. Ciò significa, in sostanza, che per l'assunzione della qualità di associato non è sufficiente, come spesso accade, la semplice emissione di una tessera da parte dell'associazione. Deve, infatti, emergere la volontà d'associarsi dell'aspirante socio e quella d'associarlo dell'associazione. E' quindi preferibile che l'aspirante socio presenti domanda scritta d'ammissione all'associazione sulla quale il competente organo associativo esprima il suo consenso o dissenso tramite apposita delibera. In questo modo potrà così dirsi realizzato quell'incontro di volontà sopra indicato, tale da far assumere a tutti gli effetti la qualità di socio al nuovo aderente.

È possibile non ammettere all'associazione un aspirante socio?vedi/nascondi

Il vincolo associativo è, in linea generale, aperto a quanti, possedendo i requisiti richiesti dallo statuto, risultano appartenere alla categoria della quale l’associazione è l’espressione organizzata ed è, al tempo stesso, chiuso per coloro che non rientrano in suddetta categoria. Ciò tuttavia non vale ad imporre all’associazione l’obbligo di accogliere le domande di ammissione presentate da coloro che si dimostrino in possesso dei requisiti richiesti e non attribuisce a questi ultimi un diritto di ammissione né li legittima ad adire il giudice contro le deliberazioni che respingono la richiesta di ammissione. La richiesta di adesione all'associazione è una proposta contrattuale e l’accettazione di essa è, per la controparte, un atto di autonomia contrattuale, per sua natura incoercibile ed insindacabile dall’autorità giudiziaria. Il rigetto e l'accoglimento della domanda d'ammissione deve essere motivato e sarebbe senza dubbio inammissibile una clausola statutaria che esentasse gli amministratori dall'obbligo della motivazione. L'ingiusta reiezione della domanda di ammissione da parte di chi sia in possesso dei requisiti richiesti dallo statuto (sotto il profilo giuridico ineccepibile come ogni qualsiasi proposta contrattuale non accettata dalla controparte) può presentare, all'interno dell'associazione, i caratteri di un provvedimento illegittimo ed esporre gli amministratori alle sanzioni che la legge prevede per il caso di violazione dei loro doveri. L'atto costitutivo e lo statuto potrebbero inoltre stabilire che sulla reiezione della domanda di ammissione si pronunci l'assemblea o un apposito organo costituito all'interno dell'associazione (collegio dei Probiviri). Anche i provvedimenti di questi organi sono, però, di fronte all'interessato, atti di autonomia contrattuale, insuscettibili di riesame giudiziario.

Quali sono le caratteristiche dell'assemblea dei soci?vedi/nascondi

L’assemblea deve essere convocata, almeno una volta all’anno dagli amministratori per l’approvazione del bilancio d’esercizio e può inoltre essere convocata quando “se ne ravvisa l’utilità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. Nel caso non vi provvedano gli amministratori la convocazione può essere ordinata dal Presidente del Tribunale”. La partecipazione personale degli associati all’assemblea è condizione di validità delle deliberazioni della stessa, in quanto solo così viene garantita la discussione ed il contraddittorio tra essi; è ammessa la rappresentanza degli associati salvo che lo statuto non l’abbia escluso.
Le leggi civilistiche e sportive prevedono che un’associazione sportiva deve possedere una struttura “democratica”. Il principio di “democraticità” che deve informare il rapporto associativo viene principalmente garantito attraverso l’esercizio effettivo del diritto di voto, di cui ogni socio è titolare, e la imprescindibile e conseguente partecipazione alle sedute assembleari. Democrazia significa infatti partecipazione e possibilità di incidenza sulle decisioni attraverso la regola della maggioranza.  Qualora le deliberazioni dell’assemblea siano contrarie alla legge, allo statuto o all’atto costitutivo, possono essere annullate su istanza degli organi dell’ente, di qualsiasi associato o del pubblico ministero.

Quali sono i compiti del Consiglio Direttivo?vedi/nascondi

Al Consiglio Direttivo sono attribuite le funzioni di gestione e amministrazione dell’associazione. L’associazione può avere sia un unico amministratore sia una pluralità di amministratori che per l’appunto compongono il consiglio direttivo. Nel caso di composizione collegiale dell’organo esecutivo, questo delibera a maggioranza. 
La nomina dei primi amministratori è indicata nell’atto costitutivo, successivamente la competenza alla loro nomina è riservata all’assemblea dei soci.

Chi ha il potere di rappresentare un’associazione sportiva e ne ha la rappresentanza processuale?vedi/nascondi

Le associazioni non riconosciute ed i comitati possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo gli accordi tra gli associati, è conferita espressamente la rappresentanza legale generalmente collegata alla carica di Presidente dell’associazione. Seppure sforniti di capacità giuridica, questi soggetti hanno infatti una propria capacità sostanziale e processuale, che esplicano attraverso persone fisiche legate da rapporto organico e non di mera rappresentanza volontaria.
Sul piano sostanziale, la rappresentanza di chi agisce per l’associazione ha origine volontaria poiché di solito è collegata alla funzione assegnata dagli accordi sociali ad un certo organo interno. Essa nasce da accordi, non necessita di alcuna procura legittimante e si estende a tutto quanto accede la materia di competenza dell’organo (cioè a quella che viene definita “funzione amministrativa” dell’organo stesso). Da ciò discende quindi che ogni atto compiuto dall’organo amministrativo al di là dei suoi poteri di rappresentanza non vincola l’associazione: chi ha agito senza potere risponde dei danni che il terzo provi di aver subito avendo senza colpa confidato nella regolarità dell’atto.
Qualora poi esso agisca non solo senza avere il potere di rappresentanza ma anche senza il sottostante potere di gestione (vale a dire senza essere Presidente o senza avere neppure la carica di amministratore) l’atto compiuto può essere annullato dall’associazione. L’eventuale annullamento della delibera non deve, però, pregiudicare i diritti acquistati dei terzi di buona fede in esecuzione della delibera stessa.
Il conferimento della rappresentanza processuale a colui che ha la rappresentanza sostanziale in ragione degli accordi degli associati e che rivesta la carica di Presidenza o la direzione dell’associazione non riconosciuta non necessita di un esplicito conferimento di procura e si estende a qualsiasi giudizio riguardi il fondo comune ed il raggiungimento dello scopo.

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