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F.A.Q. Gestione società Comitato organizzatore

Cos’è un comitato organizzatore?vedi/nascondi

Si definisce un "comitato" come un'organizzazione volontaria di persone che perseguono uno scopo altruistico di rilevanza sociale (e quindi non egoistico), mediante la raccolta pubblica di fondi.  La costituzione del comitato non richiede alcuna forma particolare neppure se ad esso partecipino enti pubblici, purché la sua attività sia svolta nell'ambito del diritto privato.  Nel caso in cui, invece, il comitato intenda procedere per ottenere la personalità giuridica occorre che l'atto costitutivo rivesta la forma dell'atto pubblico (come avviene per le associazioni che vogliono chiedere il riconoscimento).  Sono elementi di identificazione di un comitato la denominazione, la durata, la pubblica sottoscrizione, la struttura chiusa del rapporto e lo scopo. Denominazione e durata, peraltro, non sono ritenute essenziali. La prima, infatti, non è prevista dalla legge e la seconda non è un elemento sicuro, ma può legittimamente essere variabile e dipendente dal raggiungimento dello scopo prefissato. Lo stesso può dirsi della pubblica sottoscrizione, anch'essa normale, ma non essenziale dal momento che alcune manifestazioni si realizzano con i fondi precostituiti.
Elemento qualificante è invece la struttura chiusa del rapporto, vale a dire la circostanza che lo scopo deve essere raggiunto ad opera di un gruppo ristretto di persone, i cosiddetti promotori (a differenza di quanto accade nelle associazioni che sono "a struttura aperta", ossia consentono il ricambio continuo dei membri partecipanti attraverso le adesioni successive). Lo scopo è poi l'elemento più caratterizzante del comitato, qualificato com'è dalla sua natura altruistica e soprattutto, dal suo porsi come qualcosa di esterno rispetto gli interessi dei promotori. A differenza di quanto avviene nelle associazioni, dove lo scopo è diretto esclusivamente alla realizzazione di interessi propri degli stessi associati (si alle associazioni ricreative e sportive), lo scopo del comitato è invece diretto ad un interesse collettivo diverso da quello particolare di ogni singolo promotore ed è ciò che accade per i comitati di soccorso, di beneficenza o di opere pubbliche. 
Il comitato viene identificato con un'associazione non riconosciuta ma, a differenza di quanto avviene nelle associazioni, il patrimonio non si costituisce attraverso i contributi degli associati bensì attraverso quelli di soggetti esterni quali i sottoscrittori.
La differenza tra il comitato e l'associazione sta poi nel fatto che i componenti del primo hanno una destinazione vincolata per i fondi reperiti (ossia la realizzazione della manifestazione per la quale il comitato si è costituito) mentre quelli della seconda, nell'ambito dell'oggetto sociale, hanno una certa discrezionalità nell'utilizzo del proprio patrimonio.
E’ appena il caso di ricordare che i comitati organizzatori non possono qualificarsi come associazioni sportive dilettantistiche e non sono pertanto soggetti alla specifica disciplina.

Quale responsabilità per i componenti del comitato?vedi/nascondi

La responsabilità degli organizzatori, personale e solidale, ha la medesima funzione di quella gravante sugli amministratori dell'associazione, ovvero una funzione di risarcimento del danno nei confronti dell'ente per la cattiva gestione del patrimonio.  Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalità giuridica, rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte i suoi componenti (organizzatori e gestori) mentre i sottoscrittori sono tenuti soltanto ad effettuare le oblazioni promesse. Le obbligazioni del comitato e la correlativa responsabilità patrimoniale gravano quindi su tutti i suoi membri: ciò non è subordinato alla circostanza che essi abbiano deciso e compiuto l'atto dal quale derivano quelle conseguenze, poiché il loro titolo risiede nella partecipazione al gruppo ossia nella qualità di parte del contratto di comitato. Ed è per questo motivo che ogni membro è soggetto anche all'adempimento degli obblighi sorti prima del suo ingresso nel gruppo. Gli obblighi del comitato vincolano i suoi membri in forma solidale. 
Questa previsione si applica però alle sole obbligazioni negoziali, e non anche a quelle extracontrattuali che sorgono esclusivamente a carico dell’autore o degli autori dell’illecito. Pertanto, nella sfera di obbligazioni extracontrattuali, la responsabilità solidale dei componenti del comitato può ricorrere soltanto per l’inosservanza di obblighi posti a carico dell’intero comitato, in quanto gli obblighi di questo gravano su tutti e ciascuno dei componenti.

Come si scioglie un comitato?vedi/nascondi

La legge prevede espressamente quali cause di estinzione del comitato l'insufficienza dei fondi raccolti, l'attuazione dello scopo e la sua impossibilità sopravvenuta. Ma oltre a queste, si possono ritenere cause di scioglimento quelle previste per le associazioni non riconosciute: il venire meno di tutti i componenti, la deliberazione assembleare in tal senso e infine qualsiasi altra causa estintiva prevista nell'atto costitutivo. 
Estinto il comitato è necessario provvedere alla destinazione dei fondi raccolti; in tal caso occorre innanzi tutto devolvere i beni secondo quanto è stato stabilito al momento della costituzione del comitato (se l'atto costitutivo nulla dispone in proposito, provvederà l'autorità governativa). La devoluzione prevista in sede di costituzione per poter essere valida deve essere stata inserita nel programma comunicato ai sottoscrittori. Se invece è affidata all'attività discrezionale della pubblica amministrazione deve perseguire finalità analoghe a quelle originarie del comitato. 
L'intervento dell'autorità governativa nella vita del comitato ed in particolare nella devoluzione dei beni si giustifica sia con l'interesse pubblico alla destinazione dei fondi secondo i fini del comitato, sia con la necessità di garantire gli stessi oblatori che, in qualità di terzi hanno effettuato l'oblazione per i fini annunciati dal comitato stesso. 

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