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F.A.Q. Gestione società Entrate finanziarie

Possono le Associazioni Sportive Dilettantistiche ricevere elargizioni a fini di liberalità? E quali le modalità ed i limiti per riceverle?vedi/nascondi

Va preliminarmente precisato che si ha “erogazione liberale” quando l’associazione sportiva non assume, a fronte dell’importo ricevuto, alcuna obbligazioni; pertanto non potranno mai rientrare in tale fattispecie, a mero titolo esemplificativo, i versamenti per la partecipazione a corsi o attività varie indette dall’associazione. Quando l’erogazione avviene a favore di un sodalizio sportivo, tale introito si qualifica per quest’ultimo come entrata “istituzionale”, e dunque non è soggetta a tassazione, a nulla rilevando la natura del soggetto donante (privato o pubblico).  Chi effettua erogazioni liberali verso sodalizi sportivi dilettantistici, infatti, può godere di una detrazione dall’imposta lorda (Irpef) pari al 19% dell’importo donato, che solo al fine del calcolo dell’agevolazione non può superare l’importo di 1.500,00 euro per ciascun periodo d’imposta.  Per le ASD la detrazione fiscale per il soggetto erogante è consentita a condizione che il versamento di tali erogazioni e contributi sia eseguito tramite banca o ufficio postale. Sulle ricevute dovrà essere scritto: “importo che beneficia del trattamento fiscale di cui all’articolo 15 primo comma lettera i – ter del testo unico delle imposte sui redditi”

Sono istituzionali le entrate che derivano all'associazione dall'organizzazione di corsi a favore dei propri soci o tesserati? In che modo dovrà certificare le relative entrate?vedi/nascondi

Nel caso i fruitori di tali servizi risultino essere effettivamente soci del sodalizio organizzatore dell’attività, o comunque tesserati alla Federazione nazionale o all’Ente di Promozione sportiva al quale l’associazione è affiliata, il provento riscosso può essere considerato di natura istituzionale. Affinché operi questa agevolazione prevista dal comma 3 dell’art. 148 del TUIR sarà però necessario che lo statuto dell’associazione contenga tutte le clausole di cui al comma 8 della medesima norma e che abbia provveduto alla trasmissione del Modello EAS all’Agenzia delle Entrate nei termini e con la modalità prescritte. Pur in mancanza di uno specifico obbligo, è opportuno rilasciare ai frequentatori una ricevuta in carta libera, avendo cura di apporre la marca da bollo per le quietanze superiori all’importo di euro 77,47. Nel caso in cui i partecipanti ai corsi non siano soci o tesserati, il provento avrà natura commerciale e dovrà essere certificato con emissione di fattura a meno che l’associazione non abbia optato per gli adempimenti semplificati di cui alla legge numero 398/91. In tal caso, rimanendo invariata la natura commerciale del corrispettivo, non sussiste l’obbligo di fatturazione ma di autodichiarazione del provento riscosso.

Le associazioni sportive dilettantistiche sono tenute alla presentazione del Modello EAS?

L’onere di trasmettere in via telematica il Modello Eas previsto dall’articolo 30, L.28 gennaio 2009, n.2, spetta in via generale a tutti gli enti associativi, di natura privata, con o senza personalità giuridica, che fruiscono della detassazione delle quote associative ovvero dei contributi o dei corrispettivi previsti dall’art. 148, comma 3 TUIR e dall’art. 4, comma 4 DPR n. 633/72 in materia di iva, e deve essere presentato anche se queste effettuano solo operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’art 148, terzo comma del TUIR e dell’art 4 del DPR n.633 del 1972.
Sono esonerate dall’obbligo solo le associazioni sportive dilettantistiche che si limitano a svolgere solo attività in conformità alle finalità istituzionali nei confronti dei soci, associati o partecipanti e che si finanziano con le sole somme versate dagli associati a titolo di quote o contributi associativi e con erogazioni liberali da privati e contributi a fondo perduto da parte di enti pubblici. Qualora dovessero porre in essere attività svolte sempre in diretta attuazione degli scopi istituzionali e nei confronti di soci, ma effettuate verso il pagamento di corrispettivi specifici, sono invece onerati alla trasmissione del modulo. Devono comunicare i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, anche le società sportive dilettantistiche, di cui all’art. 90 della L.289/02.
​La presentazione del modello, deve essere effettuata da tutti i soggetti associativi con autonomia giuridica tributaria e, quindi anche dalle articolazioni territoriali o funzionali di un ente nazionale, laddove le stesse si configurino come autonomi soggetti d’imposta.
Il termine per la presentazione del modello è di 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente.
La presentazione del modello è una tantum e non deve essere ripetuta ogni anno.
Il modello deve, tuttavia, essere nuovamente presentato in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati entro il termine del 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. In caso di perdita dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria il modello deve essere presentato entro 60 giorni, compilando la sezione “perdita dei requisiti”.
La presentazione del modello dovrà avvenire esclusivamente per via telematica. E’ fatto obbligo ai soggetti incaricati della trasmissione telematica di rilasciare al soggetto interessato un esemplare cartaceo del modello predisposto con l’utilizzo del prodotto informatico nonché copia della comunicazione dell’Agenzia delle entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento e che costituisce prova dell’avvenuta presentazione. Il modello, debitamente sottoscritto dal soggetto incaricato della trasmissione telematica e dall’interessato, deve essere conservato a cura di quest’ultimo.

Quali sono le agevolazioni connesse all’iscrizione di minori a corsi sportivi?vedi/nascondi

Con la Finanziaria 2007 è stata introdotta una detrazione del 19% dall’Irpef per le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Il risparmio fiscale sarà pari al massimo a €40 all'anno (19% di 210) per minore.

Per poter documentare il costo, la spesa deve essere certificata da bollettino bancario o postale, ovvero da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento, rilasciata dall'associazione, che deve indicare :

a) i dati del soggetto che eroga il servizio sportivo ( denominazione e indicazione della sede legale)

b) la causale del pagamento;

c) il tipo dell’attività sportiva svolta;

d) l’importo pagato;

e) dati anagrafici del praticante l’attività sportiva

f) codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.

I proventi di un'associazione sportiva che gestisce autonomamente un bar all'interno dei propri locali esclusivamente a favore dei propri associati sono soggetti a tassazione?vedi/nascondi

Quando un sodalizio sportivo gestisce autonomamente un bar, i relativi proventi sono considerati dalle norme tributarie sempre soggette a tassazione, anche se l’attività è rivolta in modo esclusivo a favore dei propri associati. In questo caso il sodalizio sarà tenuto ad espletare gli adempimenti richiesti per l’esercizio di attività commerciale, aprendo partita iva, e rilasciando per ogni operazione effettuata apposito scontrino (a meno che non abbia optato per il regime forfetario della legge numero 398/91). 
Se però il sodalizio è affiliato ad un ente di promozione sportiva, i proventi derivanti dalla somministrazione ai soci possono essere considerati fiscalmente neutri, anche in corrispondenza di utili. A tal fine è necessario che l’attività in esame sia effettuata presso i locali o la sede del sodalizio stesso, che essa sia strettamente complementare alle attività istituzionali (sportive) poste in essere dal sodalizio, ed a favore esclusivo dei soci dell’associazione medesima o tesserati dell'ente di promozione sportiva cui fa parte il sodalizio stesso.  L’attività di “somministrazione” riguarda esclusivamente la cessione ai soli soci di alimenti e bevande, comprendendo, ad esempio, la preparazione di panini o il riscaldamento di cibi precotti ma non si riferisce all’attività di ristorazione (intesa come attività di trasformazione e manipolazione di prodotti alimentari in pietanze), che rimane in ogni caso attività di tipo commerciale, soggetta ad autorizzazioni specifiche. 

È da considerarsi attività commerciale la vendita di abbigliamento sociale ad atleti tesserati? E quale è la disciplina applicabile per la diffusione di periodici all’interno dell’associazione?vedi/nascondi

La cessione di beni nuovi prodotti per la vendita è, ai sensi di quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 148 del Tuir, da ritenersi sempre attività commerciale, anche se fatta in favore di associati o tesserati. Pertanto le quote introitate dalla cessione di abbigliamento sportivo assume rilevo sia ai fini Iva che Ires. Diverso sarebbe il caso in cui il materiale sportivo fosse semplicemente ceduto a titolo gratuito ai soci. 
In riferimento alla seconda parte del quesito sottoposto, si evidenzia che, ove lo statuto dell’ente abbia i requisiti previsti dal comma 8 dell'articolo 148 del Tuir, troverà applicazione l’ultima parte del terzo comma dello stesso articolo, in cui è prevista l’irrilevanza fiscale delle “cessioni anche a terzi, di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati”.

Qual è la natura e la relativa disciplina fiscale dei proventi delle associazioni sportive dilettantistiche derivanti dalla vendita di beni ai propri associati.vedi/nascondi

La cessione di beni nuovi prodotti per la vendita è, ai sensi di quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 148 del Tuir, da ritenersi sempre attività commerciale, anche se fatta in favore di associati o tesserati. Pertanto il corrispettivo assume rilevo sia ai fini Iva che Ires. I soggetti che hanno optato per gli adempimenti di cui alla legge 398/91 sono esonerati dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi. Ne consegue che, se richiesto espressamente dall’acquirente, sarà obbligatoria l’emissione di fattura con Iva, altrimenti l’ associazione sportiva potrà liberamente determinare le modalità attraverso le quali giustificare tali ricavi.

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